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cultura
L’esplosione della femminilità
di Patrizia Reso
Dal 21 aprile fino al  14 maggio si è tenuta, presso il Palazzo Fruscione nella Salerno vecchia, una mostra di Antonietta Innocenti, poliedrica artista folignate, promossa dal Comune di Salerno, patrocinata dall’Ordine degli Architetti  e organizzata da Rita Rocconi  dello Studio Artemis.
Una mostra in retrospettiva, dal suo approcciarsi adolescenziale alla maturazione completa. Distribuite sui tre piani del palazzo le numerose opere dell’artista, che si districa nel tempo tra inchiostro, carboncino, acquerelli e olio. Una ritrattista per eccellenza, che ha coltivato nel tempo lo studio della figura umana, perfezionandosi sino a sfiorare la perfezione fotografica. Soggetto prediletto la donna. Chi ha avuto il piacere di ammirare queste opere, non può non aver pensato ad un’esplosione della femminilità, in tutte le sue forme, in tutta la sua bellezza, ma anche in tutta la sua fragilità, che riesci a percepire dai giochi di luce e di ombra e dagli “strappi” ricercati, voluti. Il tutto accompagna la maturazione dell’artista: i colori da cupi diventano col tempo più delicati, le forme si addolciscono, il tratto si evolve.
Un’attenzione al particolare caratterizza i periodi. Abbiamo infatti un bianco e nero con una macchia di colore, il rosso del rossetto, dello smalto o di un nastro rende particolare quella specifica figura di donna. Poi con gli anni Ottanta prevale il “suo pensare” con tecnica mista tra olio e collage e fiumi di parole, per descrivere il proprio stato d’animo che probabilmente faticava ad emergere. Parole pervase da una sorta di pessimismo che si impongono tra macchie di colore e volti aleatori, corpi che si offrono con una visione miope, che  si presentano non focalizzati, in un fluire che appare come “un rosario sessuale”.
L’Innocenti non disdegna la figura maschile, iniziando da quelle più familiari, nelle pose più quotidiane, per passare a quelle dei prelati, per poi elevarle a un livello trascendentale e giungere a ritrarre uomini scalzi o seduti.
La sua espressione più alta resta comunque la figura femminile e la sua arte si affina sempre più nel renderla attraverso ombre e luci, attraverso il tocco del sole. Un vero e proprio inno alla donna.

Panorama Tirreno, 15 maggio 2017