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Quel che rimane della passeggiata ai Cappuccini
Condizioni vergognose per la scalinata che un tempo era considerata fra i luoghi più suggestivi della città
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Francesco Romanelli
Ancora inaccessibile la scalinata storica che conduce al convento di San Felice dei frati minori. Alcuni mesi fa era una vera e propria discarica a cielo aperto. Ci si trovava di tutto: materiale di risulta scaricato di notte, buste di plastiche piene di spazzatura, persino passeggini e carrozzine ormai inservibili e molto altro. In seguito poi all’iniziativa “Cava casa mia”, promossa dall’attuale amministrazione comunale, tesa al recupero di strade, piazze e parchi civici, qualcosa è stato fatto. Alcuni assessori dell’amministrazione Galdi, infatti, unitamente ad alcuni volontari, qualche mese fa, hanno bonificato in parte questa caratteristica scalinata riducendo l’immondizia ivi collocata. Ma ancora resta molto da fare per sistemarla adeguatamente e renderla finalmente agibile. La pavimentazione è in molti punti spaccata; le erbacce ed i rovi di spine si sono impossessati del sito. L’alta vegetazione ha ricoperto alcune edicole che rappresentano le stazioni della Via Crucis sistemate ai lati, che per il dissesto del terreno rischiano persino di crollare.
Erano in molti a servirsene, specialmente durante i mesi estivi, per assistere alle funzioni religiose del monastero ed anche per godere dal punto più alto gli scorci caratteristici della città. La comunità dei frati cappuccini che qui opera attivamente da tanti anni spera che al più presto venga sistemata e resa di nuova agibile. Per il momento, purtroppo, è off limits. Sbarre di ferro, infatti, ne ostruiscono le due entrate. Possono per il momento servirsene solo una numerosa comunità di gatti.
Nel punto più alto della scalinata è ubicata la bella chiesetta di Santa Maria degli Angeli, fondata nel 1566, ed il contiguo monastero che nel 2000 è stato trasformato in “Oasi di San Felice” per l’accoglienza di gruppi autorizzati in autogestione. Nei pressi si trova anche una casa di riposo. Di recente anche le grandi arcate sottostanti il monastero, in equilibrio instabile, dopo il sisma del 1980 sono state risanate e ripulite.

Panorama Tirreno, agosto 2010