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Dopo la debacle delle ultime partite il primato è lontano
Ma se dovessimo puntare al ripescaggio, la società sarebbe pronta?
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Adriano Mongiello
ERRARE HUMANUM EST, PERSEVERARE AUTEM DIABOLICUM, che tradotto in lingua nostrana, vuol significare lo stato d’animo che noi innamorati del calcio metelliano, e dei blu fonsè , in particolare, avvertiamo dopo aver ripetuto lo sciagurato fine campionato 2015/2016. Non ho mai avuto il piacere (?) di incontrare e conoscere il tecnico Longo, ma i risultati parlano chiaro. Lottavamo per la prima piazza e, perdendo a Siracusa, le ambizioni cominciarono a vacillare (ed eravamo nel girone di andata), per poi crollare, più o meno, nello stesso periodo di oggi, con la partita casalinga con Rende e quella successiva a Marsala, anche se la panchina era affidata a Papagni. Nel torneo in corso, la delusione è stata più cocente: match clou con l’Atletico Leonzio, attuale capoclassifica e di certo promossa in Lega Pro, stadio stracolmo per questa categoria, possibilità di agganciare il primo posto e lottare ad armi pari sino alla fine, e cosa vedi? Un pubblico ammutolito per la prestazione da polli, per l’incapacità di rimontare un gol dei primi minuti, e, come sempre, la mancata carica e giusta tensione che un allenatore deve fornire in questi momenti topici. Possibile che sia avvenuta un’analogia a distanza di un anno? Da cosa sarà dipeso questo affievolimento generale, questo appesantimento cerebrale tale da rendere la squadra insensibile al richiamo della piazza, della dirigenza, della necessaria voglia di raggiungere l’obiettivo dichiarato? Colpa solo dei calciatori, tra l’altro, assemblati per fare sfaceli, o di chi li ha governati ed allenati? La differenza sta nel mezzo, ma, ora che è tutto svanito, vale la pena di accapigliarsi? Certo, perdi le staffe, pensando alla “cazzimma” del vulcanico Aurelio De Laurentis, che mostri, tu calciatore, nella partita di Frattamaggiore (con tre espulsi), persa in malo modo, e non nella gara di Aversa, dove in undici contro dieci (dieci ragazzini che non superavano, ognuno, i venti anni di età) riesci solo ad impattare per zero a zero...
Guardiamo al futuro immediato: dovrebbero essere programmati, da parte della Lega, i play-off, ma non esiste ancora una decisione certa, per cui potrebbe avere senso anche classificarsi al secondo posto e rientrare nei ripescaggi. Altro dilemma: e il bilancio del 2015? Quello che non ci consentì di essere ammessi alla Lega Pro, in quanto non presentato, o meglio, non sottoscritto dall’attuale Presidente, Campitiello, per non “sopportare” le pendenze della gestione Monorchio-Vertolomo? Sarebbe una nuova iattura, essere scartati per la stessa inadempienza, ed allora bisogna incalzare il numero uno della società, per conoscere le sue reali intenzioni: presentato il bilancio 2016, almeno questo regolare? Volontà di continuare ad operare con gli aquilotti? Regolarizzare il passato per dare credibilità alla richiesta, eventuale, di rientrare tra le compagini che subentreranno a chi abbandonerà per problemi con la Covisoc? Tanti interrogativi, poche certezze, ma basterebbe un “sì” sincero per continuare a sperare!

Panorama Tirreno, 31 marzo 2017