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Cavese
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Fra i primi in Eccellenza e padroni assoluti in Terza Categoria... ma la massa
dei tifosi diserta lo stadio
Calcio a Cava, il gusto e il tormento di ricominciare
Città de la Cava 1394 e Aquilotto Cavese si fanno onore nei rispettivi tornei… ma si può crescere solo unendo le forze
Adriano Mongiello
Nella nostra città, parlando di calcio, la domanda è sempre più scarsa, così come l’offerta: il convento non passa grandi emozioni, ma anche altre città non sorridono (Salerno vince ma in Serie D, Nocera è sul fondo della classifica di B, solo Castellammare esulta), e di certo questo
non esalta la tifoseria (potrà ancora chiamarsi così, quello sparuto gruppo che presenzia sulle scalee del Lamberti?) che deve,
purtroppo, agganciarsi al passato per entusiasmarsi (magari vedendo le immagini
dell’ultimo derby a Salerno - vedi il sito www.forzacavese.net).
La situazione non è idilliaca, ma la speranza che si scorga qualche chiarore al di là del tunnel, non sono in pochi a coltivarla. Nel campionato di Eccellenza, per l’ A.S. D. Città della Cava 1394 (un romanzo solo l’identificativo...) restano immutate le possibilità di vincere il torneo, visto che le distanze con la battistrada Agropoli si
allungano e si accorciano, facendo saltare i pronostici e garantendo un
equilibrio che potrebbe volgere a favore dei metelliani, che hanno dovuto
superare l’handicap della partenza a ranghi non completi, ora che cominciano anche a
vedersi i frutti della preparazione atletica che potrebbe addirittura
migliorare alla ripresa del campionato dopo la sosta natalizia prevista per l’ 8 gennaio, quando inizierà il girone di ritorno. Il pubblico, se volesse, sarebbe l’ulteriore carburante per decollare, ma, molto probabilmente, la gente non ha
voglia di soffrire per il calcio, se non a certi livelli.
Chi, invece, si diverte e sotto sotto coltiva ambizioni di tagliare traguardi
ambiziosi e di scalare categorie è Aquilotto Cavese, militante in terza categoria, che sin dall’inizio ha messo in evidenza qualità tecniche, tattiche e quant’altro, per vincere a mani basse (con merito si intende...) questo campionato,
senza forse, molti altri: le prime partite vinte, anzi stravinte, con punteggi
imbarazzanti, una manifesta inferiorità degli avversari che, tra l’altro, si sono lamentati per l’inserimento delle loro compagini nel girone dell’Aquilotto Cavese, a conferma del valido progetto di Tanimi ( presidente) ed
Emilio De Leo (allenatore).
Teniamo molto a valorizzare questo ragazzo che ha un futuro come trainer, e ne
ricordiamo i successi con le giovanili della Cavese (quella che fu...) anche a
livello nazionale, non dimenticando che allenatori di fama internazionale come
Mancini e Mihajlovic ne hanno apprezzato l’operato: insomma è nel suo DNA di sedersi in panchine di spessore.
In definitiva nella valle metelliana trattiamo in questo anno della parte più genuina del calcio, lontana da business e piogge di danaro.
Del passato restano due sole particolarità: lo stadio, che rappresenta pur sempre un gioiello, e la maglia blufonsè, segno di una tradizione che risorgerà! Quando? Portiamo pazienza, tanta, come quella che abbiamo sopportato per il
Cavaliere!
Panorama Tirreno, dicembre 2011
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