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Verdetto positivo da parte della Federazione, riecco la vecchia Serie C
Ripescati, siamo in Lega Pro
nella stagione del centenario
Dopo aver sfiorato l’obiettivo per tre anni consecutivi, finalmente la Cavese torna tra i professionisti

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Merito di Santoriello e dell’attuale dirigenza, di mister Bitetto, a cui auguriamo nuovi successi a Cerignola, e di un team forte e determinato. Ora tocca a Pavone, Modica e alla nuova squadra in corso di allestimento

Adriano Mongiello
Ritorniamo a scrivere di Cavese nel momento in cui è diventata realtà il ripescaggio, riteniamo “dovuto” in Lega PRO, la “C” di una volta. Per ben tre anni, e non sono pochi, abbiamo sfiorato di raggiungere sul campo questo obiettivo, trovando ad impedircelo, in rapida successione, prima il Sieracusa, poi l’Atletico Leonzio ed infine, un ottimo Potenza. Un pensiero di gratitudine va a Leonardo Bitetto, fedelissimo della Cavese , prima da calciatore , poi da tecnico, mister del torneo appena trascorso. Un ottimo campionato, condotto con polso e determinazione. Un percorso avvincente, nel quale gli Aquilotti hanno ceduto il passo solo ai potentini, fortissimi, ed hanno concluso la stagione con dei play-off vinti autorevolmente. Era il passo che serviva per rientrare nella lista dei papabili al passaggio fra i professionisti. Il resto è venuto dai sacrifici della dirigenza e dall’impegno con cui anche l’amministrazione comunale è riuscita a risolvere in poche settimane  i residui problemi di agibilità dell’impianto sportivo, provvedendo rapidamente agli adeguamenti richiesti.
Dopo il roboante successo, contro il Taranto e la classifica stilata dalla Federazione, che ci ha posto in pole position, oltre che per meriti sportivi e per adeguatezza dell’impianto, anche per regolarità dei conti, non attendevamo che l’ufficialità del “placet” da parte delle autorità federali, giunto mentre squadra e tecnici sono al lavoro a Sturno, in provincia di Avellino. Terra colpita quest’ultima, sempre in chiave calcistica, a causa degli errori catastrofici del presidente Saccone, e ci dispiace. Ma tant’è, per chi piange c’è chi sorride, e questa volta siamo noi, mai dimentichi del vessillo biancobleu rinato dalle ceneri di gestioni deficitarie, soprattutto per disinteresse di chi, da lontano, in passato ha cercato di far fortuna sulla pelle del popolo metelliano.
Dall’anno scorso, le redini sono state prese caparbiamente in mano da Santoriello, cavese doc, titolare della Power Tech, ed è giunta la svolta. Insieme a Bitetto è riuscito a risvegliare gli entusiasmi e porre obiettivi ambiziosi. Il primo è stato raggiunto dopo una stagione con il salto di categoria. Ora, a fronte di circa un milione di euro, tra 300 mila per tasse federali, 75 mila per ripescaggio, e 650 mila, frutto di due fideiussioni, siamo a guardare la serie D dall’alto, mirando con umiltà e consapevolezza alla meta salvezza, da guadagnare quanto prima.
Mutato il quadro tecnico, con Francesco Modica in panca (a Bitetto auguriamo nuovi meritati successi a Cerignola), vecchio allievo di Zeman, da secondo in quel di Roma come a Napoli, così in Turchia, fautore dell’offensivo 4-3-3, con una squadra da completare, ma con alcune certezze, quali Favasuli, Sella, De Rosa, Logoluso, con i giovani Mincione, Frezzi, Bisogno, e con alcuni elementi che hanno seguito il tecnico dal Messina (ultima compagine allenata dal cinquantaquattrenne di Mazara del Vallo).
Oseremmo dire, work in progress per la Cavese che sarà costruita con qualche elemento di esperienza, forse tra gli svincolati, e con giovani che vorranno fare esperienza all’ombra di Monte Castello, che guarda con spirito benevolo il manto verde del “Simonetta Lamberti”.

Panorama Tirreno, 3 agosto 2018