Quelle luminarie natalizie
Dove sono finiti gli addobbi degli anni precedenti?
A proposito di risparmi e di sprechi (vedi sopra L’angolo dell’Utopia di Pier Vincenzo Roma), dal Comune vorremmo avere alcune precise risposte
sugli addobbi natalizi. Sono a tutti visibili le luminarie paesane lungo il
corso, noleggiare da una ditta del Napoletano. Il Comune, come si sa è in una situazione di crisi finanziaria, tanto da dover sperare nell’asta degli immobili per cercare di sanare la situazione. Al confronto con il
buco da tappare le spese natalizie sono poca cosa, ma perché noleggiare altre luminarie (brutte) quando si poteva rinnovare l’addobbo degli anni scorsi senza ulteriori spese?
Il punto è proprio questo: che fine hanno fatto gli addobbi degli anni scorsi? Ricordiamo
i fatti. Durante l’amministrazione Gravagnuolo, nel 2007 l’assessore Rossana Lamberti promosse l’acquisto di tralci di finto abete per la decorazione del centro storico. L’effetto natalizio risultò decisamente elegante e adeguato allo stile cittadino, niente a che vedere con
le sequenze luminose e multicolore da festa di piazza.
Attenzione, il dettaglio importante è questo: quegli addobbi furono acquistati, non noleggiati, il che significa che
tuttora sono di proprietà del Comune, il quale li ha riutilizzati per tre anni senza costi aggiuntivi. La
spesa di quell’investimento fu di circa 15.000 euro.
Insieme agli addobbi il Comune acquistò anche le cosiddette casette di Babbo Natale, sistemate davanti al municipio per
la gioia dei bambini.
E non è tutto: davanti al sagrato della chiesa del Purgatorio fu sistemata una Natività a grandezza naturale, costituita da raffigurazioni in trucioli e residui di
legno lavorato, opera dell’artigiano cavese Antonio Polacco, di pregevole valore artistico, anch’essa acquistata e di proprietà comunale.
Nel 2008 fu la volta dei tralci di finto abete che componevano l’albero di Natale eretto in Piazza Duomo, acquistati e fatturati da Marrafino. Al
termine delle festività quei tralci venivano regolarmente imbustati e catalogati, per preservarli dall’usura e renderli riutilizzabili negli anni a venire.
Che fine ha fatto tutto questo? Perché non c’è più traccia di tutti i materiali acquistati?
Per la verità qualche traccia ci sarebbe: i tralci del grande albero di Natale, si sarebbero
trasformati in tanti alberelli. Qualcuno è stato visto e segnalato davanti ad esercizi commerciali del centro. Ad esempio,
in piazza Vittorio Emanuele II e in Piazza Abbro. Se così stannno le cose, dei beni di proprietà pubblica, comunale, sarebbero finiti in mano a privati, davanti a negozi, ma
forse anche dentro qualche abitazione.
La situazione sembra poco trasparente, crediamo che delle risposte da dare ai
cittadini siano doverose. E al più presto.
Panorama Tirreno, dicembre 2011